Descrizione
Una pagina della storia di Sala Baganza si chiude per aprirne un’altra, tutta da scrivere. L’Ex Ammasso del Grano in via Campi, che dal 1938 si stagliava ai margini del Giardino Farnesiano, è stato demolito per far spazio ad HubACuS – acronimo di Centro di Arti, Culture, Saperi e Socialità – dove in un ambiente moderno, polifunzionale e inclusivo troveranno posto la biblioteca, sale di lettura e studio, laboratori e spazi per attività ludiche e creative.
Un luogo di aggregazione con una superficie complessiva di 400 metri quadrati che rappresenta il risultato di un virtuoso progetto di riqualificazione urbana da 1,7 milioni di euro, finanziato al 50 per cento dalla Regione Emilia-Romagna e per l’altra metà dal Comune di Sala Baganza, sul quale sono stati coinvolti anche Fondazione Cariparma, Pedemontana Sociale, Auroradomus, l'Istituto Comprensivo “Loris Malaguzzi”, il Circolo Enigma e altre associazioni del territorio, per una pianificazione partecipata degli spazi.
La demolizione dell’Ex Ammasso del Grano, a cura dell’impresa Cavatorta Costruzioni, rappresenta un momento importante per tutta la comunità salese, che l’Amministrazione comunale ha voluto sottolineare, nella mattinata di martedì 4 agosto, con un sopralluogo al quale hanno partecipato il sindaco Aldo Spina, il vicesindaco con delega alla Cultura, Giovanni Ronchini, l’assessore alle Politiche Sociali, Giuliana Saccani, e i responsabili delle aree Opere pubbliche e progettazione, Servizi alla Persona e Servizi interni, rispettivamente Luciano Mattioli, Lucia Longhi e Ludovica Giuffredi. Sul posto anche i rappresentanti dell’impresa Cavatorta, Emilio Corradi e Anduel Shaahini.
«La demolizione dell’Ex Ammasso del Grano è una tappa fondamentale di quel processo di riqualificazione e rigenerazione che interesserà quest'area. – ha spiegato Ronchini – Sulle ceneri di questo storico edificio nascerà un centro culturale, ricreativo e sociale, sul quale l’Amministrazione, insieme alla nostra comunità, sta puntando tantissimo. HubACuS è un progetto che ha visto la partecipazione della Regione e in questo luogo, dove un tempo veniva ammassato il grano, in futuro verranno ammassate delle idee e verranno realizzate delle attività culturali e sociali che nasceranno “dal basso”, grazie ad un processo partecipativo».
Una volta terminata la demolizione, si procederà alla triturazione del materiale, che verrà riciclato come sottofondo stradale, nel segno della più totale sostenibilità.
