A Sala Baganza riapre il Museo del vino - Comune di Sala Baganza

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A Sala Baganza riapre il Museo del vino

A Sala Baganza riapre il Museo del vino

A Sala Baganza riapre il Museo del vino

Terminata la consueta pausa invernale, da sabato 3 marzo riaprono i battenti i sei Musei del Cibo della provincia di Parma. Un circuito, all’interno del quale rientra il Museo del vino di Sala Baganza, dedicato ai prodotti tipici del territorio parmense, ideato per conservare e promuovere le tradizioni enogastronomiche. Oltre al Museo del Vino di Sala Baganza ne fanno parte infatti il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, della Pasta e del Pomodoro a Collecchio, del Salame a Felino, del Prosciutto a Langhirano.

Il Museo del Vino di Sala Baganza, allestito nelle suggestive cantine della Rocca Sanvitale di Sala Baganza, propone in particolare un percorso espositivo e sensoriale sulla storia e sulla cultura del patrimonio enologico parmense. Fin dall’epoca preistorica, e con un deciso sviluppo conosciuto in epoca romana, la viticoltura ha lasciato infatti importanti testimonianze nel nostro territorio, che sono state raccolte e suddivise in diverse sale.

La prima, allestita in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Parma, conserva oggetti e immagini provenienti da diversi scavi, che testimoniano come il modo “moderno” di bere il vino, schietto e in bicchieri, sia nato nel parmense grazie alle popolazioni celtiche.

La seconda sala approfondisce invece gli aspetti legati alle caratteristiche della pianta della vite e alla viticultura, ripercorrendo le tracce di questa coltivazione nel parmense, presentando anche attrezzi e oggetti d’uso del secolo scorso e un filmato sulla tecnica della vite “maritata” agli alberi in filari.

La terza sala racconta, attraverso attrezzi e oggetti antichi la vendemmia e la preparazione del vino, mentre immagini e documenti narrano le storie del vino del territorio: dalle Arti medievali alle tecniche francesi introdotte dai Borbone, all’amore di Garibaldi per la Malvasia, alla passione per la viticultura di Giuseppe Verdi.

Particolarmente affascinante, poi, è la discesa nella ghiacciaia rinascimentale, dove immagini a trecentosessanta gradi raccontano il ruolo della vite e del vino nel rito, nella storia e nell’arte.

 

Dopo aver percorso un pergolato di vite, si approda alla sala delle botti. Qui si scopre la storia dei contenitori per il vino e dei mestieri ad essi correlati: il vasaio, il vetraio e il bottaio. Ma vi è anche spazio per approfondire l’affascinante storia del cavatappi e per conoscere le “parole chiave” legate al vino.

La sesta sala presenta i frutti della viticultura parmense: i pionieri del settore, la storia delle etichette, le varietà coltivate, i vini prodotti, perfetti per essere abbinati al formaggio e ai salumi d’eccellenza del territorio, le cantine da visitare nella zona, il ruolo del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma a salvaguardia della qualità di un prodotto in continua crescita.

Il percorso si conclude, ovviamente, con la degustazione nell’enoteca nei sotterranei della Rocca.

I sei Musei del Cibo sono aperti il sabato, la domenica e tutti i giorni festivi fino all’8 dicembre compreso. Quello di Sala Baganza con i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Per informazioni e biglietti si può contattare il numero 0521 931800, inviare una mail all’indirizzo segreteria@museidelcibo.it o consultare il sito www.museidelcibo.it.


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